Europa approva un ulteriore Prestito da 130 miliardi euro alla Grecia


L'Europa conferma le attese già scontate dal mercato e dalle borse Europee, dando il via libera a l'ennesima tranche di aiuti per salvare la Grecia e "costringerla" a rimanere nell'euro.

Questa nuova iniezione di liquidità da ben 130 miliardi di euro, approvata dall'Eurogruppo è infatti condizionata ad un accordo sottoscritto dal Governo Greco, BCE e creditori (sia privati che stati)

I filo Europeisti non hanno perso tempo ad esprimere il proprio compiacimento per l'accordo definendolo ottimo per la Grecia e per tutta l'Eurozona.

In verità - secondo la Redazione di Prestito.it - per molti aspetti, tecnicamente, il "patto siglato" dal Governo Greco con i rappresentanti dell'Eurogruppo assomiglia abbastanza ad un concordato fallimentare preventivo, con la speranza che la minor pressione debitoria sia sostenibile dall'economia Greca.

L'accordo Europa-Grecia prevede infatti che ai Creditori Privati titolari delle cedole del debito Greco (ovvero titoli equiparabili ai nostrali BTP), sia effettuato un taglio nominale del 53,5% sui titoli in portafoglio e uno swap di questi titoli con titoli a scadenze più lunghe, garantendogli una cedola di interesse annuo a crescita graduale dal 3% del 2014 sino al 4,3% per gli anni successivi al 2020.

L'operazione di swap dei titoli del debito Greco partirà entro poche settimane, ovviamente prevede una adesione "volontaria" da parte dei creditori, ma l'Eurogruppo si aspetta che il 90% dei creditori, non avendo nessuna alternativa certa e concreta, accetteranno la pillola.

E gli Stati dell'Eurozona? "Anche gli Stati Europei parteciperanno alle perdite" abbassando in modo retroattivo gli interessi sui prestiti concessi alla Grecia nel 2010. Questo "sacrificio" (non certo paragonabile a quello chiesto ai privati) farà recuperare alla Grecia 1,4 miliardi di euro riducendo l'attuale debito pubblico Greco del 2,8%. (da 160% al 157,2%)

Il Governo Greco, sempre nell'ambito di questo accordo, ha accettato che la cosidetta TROIKA (UE-BCE-FMI) stabilisca una propria presenza permanente ad Atene al fine di monitorare costantemente la Grecia nell'attuazione del programma di tagli e riforme. .

La BCE dal canto suo distribuirà i profitti sui bond greci nel suo portafoglio, alle Banche Centrali dei vari Stati Eurpoei (per l'Italia ad esempio alla Banca d'Italia) che li verseranno agli Stati dell''Eurozona che nell'ambito dell'accordo hanno acconsentito a versarli alla Grecia per la riduzione del suo debito.
Questo particolare provvedimento, seppur ineccepibile dal punto di vista procedurale e nelle finalità, - alla redazione di Prestito.it -, appare eccezionalmente complicato ma purtroppo assai coerente, inquanto perfettamente in linea con le modalità gestionali delle risorse pubbliche da parte dei vari Paesi Europei e la mentalità radicata nel vecchio continente. La complessità delle procedure amministrative Europee, molto probabilmente, sta contribuendo e contribuirà ad allungare i tempi di uscita dalla crisi anche compiendo i passi necessari nelle giuste direzioni.

Anche le Banche Centrali Nazionali, che attualmente detengono bond (titoli di debito Greci), rinunceranno fino al 2020 agli utili, cioè non pretenderanno dalla Grecia il pagamento degli interessi annui previsti dalle cedole, questo ovviamente aiuterà la Grecia a non aggravare ulteriormente il proprio debito con il pagamento di tali interessi passivi.

In chiusura di questo lungo articolo, come Prestito.it ci pare doveroso e utile chiarire ai lettori che i 130 miliardi di aiuti così come il cospicuo taglio del valore nominale dei titoli di debito in mano ai creditori privati hanno il solo scopo di ridurre il debito pubblico, che dovrebbe passare dall'attuale 160% del PIL ad un ipotetico 120% del PIL entro il 2020.

Questa ennesima tranche di "aiuti concessi dell'Europa", ancora una volta non è destinati ad incentivare la ripresa economica Greca e quindi pare proprio che i Greci per continuare ad essere Europei dovranno ulteriormente tirare la cinghia, nella speranza che prima o poi la cinghia non si spezzi.

 - 2012-02-21 









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